Il regime incentiva la nascita di nuove attività imprenditoriali grazie a numerosi vantaggi: ecco quali sono e chi può accedere
Disciplinato dalla Legge n.190/2014 e dalle successive modifiche, il regime forfettario è il regime fiscale naturale per imprenditori e liberi professionisti con tassazione sostitutiva. Volto ad incentivare la nascita di nuove attività commerciali e professionali, rappresenta, allo stato attuale, il regime con maggiori agevolazioni fiscali e contributive.
Può essere applicato da persone fisiche che devono avviare una nuova attività o che ne sono già in possesso. È rivolto a tutti quei contribuenti che operano in regime di impresa, esercenti di arti e professioni con volume d’affari ridotto che non può superare i 65.000€ annui, indipendentemente dall’attività svolta (codice a ATECO). Ipotizzando il caso in cui si hanno più codici ATECO, la somma del fatturato di tutte le tipologie di attività non potrà superare tale limite. Vediamo quali sono le condizioni per essere forfettari, i vantaggi e le cause di esclusione.
Chi può accedere al regime forfettario
Il Regime Forfettario è riservato solamente a chi possiede specifici requisiti, in particolare possono accedervi:
- Lavoratori dipendenti a patto che nell’anno precedente il reddito da lavoro dipendente sia pari o inferiore a 30.000€, a meno che il rapporto sia cessato;
- amministratori di società di capitali che rispettano determinati requisiti;
- chi non ha sostenuto spese per lavoro accessorio dipendenti o collaboratori superiore a 20.000€ lordi.
La presenza dei requisiti deve essere valutata, per coloro che sono in corso di attività, analizzando i dati dell’anno precedente, per chi invece, è prospettato verso l’apertura di una nuova attività, sui dati presunti.
Vantaggi del regime forfettario
Nel regime forfettario il reddito dell’impresa o lavoro autonomo viene calcolato sulla base dei ricavi e compensi percepiti durante l’anno, ovvero secondo il criterio di cassa.
Le spese sostenute durante l’esercizio dell’attività non possono essere portate a deduzione del reddito ad eccezione dei contributi previdenziali versati. Al reddito viene applicato un coefficiente di redditività (percentuale da moltiplicare al reddito), cosiddetta forfettaria, variabile (dal 40% all’ 86%) a seconda della tipologia di attività svolta (codice ATECO) che abbatte la base imponibile per il calcolo delle imposte.
All’imponibile si applica un’imposta sostitutiva del 15%. Nel caso in cui il contribuente nei tre anni antecedenti non ha esercitato attività professionale o d’impresa e l’inizio dell’attività non costituisce la continuazione di una precedentemente svolta, per i primi 5 anni ha diritto all’applicazione di un’imposta sostitutiva del 5% della base imponibile.
Anche a livello contributivo si hanno importanti agevolazioni. Innanzitutto, c’è la riduzione del 35% dei contributi da versare. Il regime forfettario, infatti, è escluso da:
- tenuta delle scritture contabili
- applicazione dell’Iva (imposta sul valore aggiunto) e delle ritenute d’acconto,
- assoggettamento ad ISA (indici sintetici di affidabilità)
- obbligo di fatturazione elettronica
Tuttavia, bisogna anche considerare che, in alcuni casi, questo regime può decadere, mentre in altri si viene esclusi fin dall’inizio.
Regime forfettario: quali sono le cause di esclusione
Il diritto ad essere forfettario può decadere nel caso in cui:
- ci si avvale di regimi speciali ai fini Iva o di regimi di determinazione del reddito forfettari (regime del margine, agricoltura, editoria…),
- in mancanza di residenza italiana (ad eccezione per gli di residenti della U.E. e della S.E.E. che svolgono il 75% della produzione in Italia),
- si effettua la cessione di porzioni o di interi fabbricati, terreni edificabili e mezzi di trasporto nuovi,
- si partecipa a società di persone, associazioni o imprese familiari, che svolgono attività direttamente riconducibili a quelle del forfettario,
- si svolge un’attività prevalentemente effettuata nei confronti di datori di lavoro con i quali sono o erano in essere rapporti di lavoro dipendente nei due anni precedenti all’ingresso nel regime (fatta eccezione per i praticanti di arti e professioni),
- si è soci di s.r.l. con una quota superiore al 50%.
Il regime forfettario cessa nell’anno immediatamente successivo a quello in cui viene a mancare uno dei requisiti o in cui si verifica una causa di esclusione.




