Industria 4.0 – Beni materiali e Bonus 4.0: cosa cambia dal 2022

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Il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali tecnologicamente avanzati, o più comunemente “Bonus 4.0”, si ripropone anche per il 2022 con caratteristiche differenti, da tenere in conto per una corretta pianificazione pluriennale.

Bonus 4.0, quali beni rientrano nelle agevolazioni

Non volendo entrare in considerazioni di natura tecnica riguardanti gli incentivi previsti per l’industria 4.0, bisogna identificare i beni rientranti nell’agevolazione, ossia, tutti quei beni strumentali che sono elencati nell’allegato A annesso alla legge 11-12-2016 n.232 (es. macchine utensili, robot, laser e altri dispositivi purché dotati di alcune caratteristiche tecnologiche) e per i quali sia presente una perizia tecnica rilasciata da un professionista iscritto ad un albo.

Quest’ultima dovrà indicare sia la conformità ai requisiti tecnici dei beni interessati dagli incentivi che la relativa “avvenuta INTERCONNESIONE” (vi sarebbe anche la possibilità di autodichiarare il tutto dal legale rappresentante, ma è fortemente sconsigliato). Volendo distinguere le agevolazioni comprese nel Bonus 4.0 per il 2022 è bene separare le diverse fattispecie.

Industria 4.0, i benefici economici, anno per anno

Bonus 4.0, di cosa si beneficia per il 2021

Per tutti gli investimenti pagati per almeno il 20% del totale entro il 31/12/2021 si beneficia ancora del 50% del credito d’imposta sul totale dell’investimento, a patto che questo sia interconnesso entro il 31/12/2022.

I benefici Industria 4.0 per il 2022

Per il 2022 le aliquote sono così suddivise:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di Euro
  • 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di Euro e fino a 10 milioni di Euro
  • 10% per la quota oltre i 10 milioni di Euro e fino ad un massimo di 20 milioni.

Per tutti gli investimenti sostenuti dal 01 gennaio 2022 ed il 31 dicembre 2022, con la finestra estesa al 30 giugno 2023 nel caso di ordine accettato dal venditore e pagato con acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2021.

Le agevolazioni per il 2023-2025

  • 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di Euro;
  • 10% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di Euro e fino a 10 milioni di Euro;
  • 5% per la quota oltre i 10 milioni di Euro e fino ad un massimo di 20 milioni;

Per tutti gli investimenti sostenuti dal 01 gennaio 2023 ed il 31 dicembre 2025, con la finestra estesa al 30 giugno 2023 nel caso di ordine accettato dal venditore e pagato con acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2026.

Quali sono i beneficiari del Bonus 4.0?

Le misure previste dal Piano Industria 4.0 e dal Piano Impresa 4.0 sono rivolte a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito. Insomma, le agevolazioni previste dal Bonus sono indirizzati a tutte le aziende italiane.

Cosa prevede il credito d’imposta per l’Industria 4.0?

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24 in tre quote annuali di pari importo dall’anno in cui è avvenuta l’interconnessione, senza visto di conformità e senza che si rilevino i limiti annuali ordinari di compensazione.

Il credito d’imposta:

  • non è tassato ai fini IRPEF/IRES/IRAP;
  • non rileva, ai fini del rapporto di deducibilità, degli interessi passivi con i componenti negativi;
  • è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi (es. Sabatini, investimenti in aree svantaggiate, v. n. 38260 e s. Risp. AE 5 marzo 2021 n. 157)

Cosa si deve fare per ottenere il credito di imposta per l’Industria 4.0?

Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere la dicitura riferita alle “disposizioni di cui all’art. 1 c. 1051-1063 L. 178/2020″; si consiglia pertanto di avvisare i fornitori dei beni strumentali affinché indichino espressamente la suddetta dicitura in uno dei campi descrittivi della fattura elettronica di acquisto (es.  nel campo “Causale”). Le imprese e i professionisti che intendono fruire del credito d’imposta devono indicare i dati relativi al credito nella dichiarazione dei redditi (quadri RU e RF).

Inoltre, devono inviare al Mise tramite PEC una comunicazione in formato elettronico con le informazioni rilevanti relative all’investimento.

Tabella riepilogativa

Investimenti 2021 2022 2023 2024 2025
Fino a 2.5 mln di € 50% 40 % 20% 20% 20%
Tra 2.5 mln e 10 mln di € 30% 20% 10% 10% 10%
Oltre i 10 mln 10% 10% 5% 5% 5%
NB: con le eccezioni legate all’acconto di cui sopra
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